Massimo Falsaci

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Critico: Valeria S Lombardi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una presa tagliente, ma allo stesso tempo algida, impassibile. Un dato cromatico che ne accentua non solo l'unicità trovata, ma che ne aumenta la finale resa così è costituita l'incredibile arte di Massimo Falsaci.

Quasi un volgere verso grafiche degli anni '7o del novecento. Si guardino allora opere come: ”Relax”, ”Nell'intimità”. Una immediata resa visibile, che toglie come la saliva, una sensazione quasi di rarefatta allucinazione. Opere che sembrano costituirsi da loro medesime in quei tratti neri, quasi per un equilibrato ed interno gioco del togliere. Un togliere ponderato, vissuto a dare sensazioni più che emozioni, quasi un'arte digitale che si rende, si distende sulla tela quasi come una bella donna.

Certi lavori arrecano anche un'immediatezza percettiva. Cromie le medesime: arancioni, gialli e rossi che ne arrecano un'immediatezza non solo stilistica, ma un bel giungere ed un attendere verso nuovi compimenti, nuovi visi, nuovi tagli di spaccato di vita che si compie ogni giorno sotto i nostri ignari occhi e che Massimo Falsaci riesce a tradurre per tutti noi.

 


 

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